Celentano a Sanremo: 300.000 euro

0

Posted by yuka88 | Posted in Senza categoria | Posted on 30-01-2012

Tag:

Come già annunciato da qualche tempo, quest’anno fra gli ospiti del famoso ma da me poco seguito Sanremo ci sarà Celentano, il quale verrà pagato 300.000 euro per il suo intervento. Si tratterebbe di 10.000 euro al minuto, cifra che in molti guadagnano in un anno (chi la guadagna).
Sul web chiaramente insorgono molti commenti, alcuni dei quali fanno notare che il bottino verrà donato in beneficenza (così si dice), altri lo accusano di fare il falso rivoluzionario e gridano allo scandalo.

Sarei curiosa di vedere quanti fra coloro che hanno commentato sono tifosi di calcio. Parlo da grandissima ormai ex tifosa: vi scandalizzate per una cosa del genere e non per gli stipendi megagalattici dei vostri idoli calciatori, che hanno protestano per il contributo di solidarietà. Per me quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso che mi separava dal mondo del calcio, ergo ho cominciato, da questo campionato, lo sciopero della tifosa.
Invece Celentano molto probabilmente lo guarderò, perchè sono convinta (o almeno me lo auguro) che sarà uno dei pochi momenti per cui vale la pena guardare la televisione.

Purtroppo queste sono le cifre della televisione e dei “grandi mercati”, cifre che noi comuni mortali non immaginiamo neppure, visto che purtroppo si continua su questa strada preferisco seguire chi guadagna cifre enormi in breve tempo con almeno un minimo di merito.

La colpa non è di Celentano, ma di un sistema economico che ha creato e continua a creare estreme divergenze sociali, un sistema che ormai è al collasso ma che i governi tentano in tutti i modi di salvare.

I nuovi diari di Facebook

3

Posted by yuka88 | Posted in Senza categoria | Posted on 30-12-2011

Nuovo aggiornamento dei profili di Facebook. Stavolta ci sono stati diversi cambiamenti, li trovate elencati QUI.

L’idea della timeline non è male, anche se è più utile per un blog, in fondo in un social network si condividono notizie in tempo reale, raramente articoli (e ancor di più nostri articoli) che interesserebbe leggere per permetterci di conoscerci più a fondo. Per diversi anni molti utenti mi hanno chiesto come di potessero vedere i vecchi post di altri utenti senza dover cliccare in fondo alla pagina su mostra post e ora che è possibile cosa leggo? Tanti utenti scontenti della timeline perchè viola la privacy!
Punto primo: gli autori di ciò che pubblicate nella vostra bacheca siete voi, quindi siete voi i responsabili. Siete voi che avete scelto di rendere certe notizie, informazioni, foto e quant’altro pubbliche. E se i post che i vostri amici pubblicano nella vostra bacheca non vi garbano avete la possibilità di eliminarli.
Punto secondo: introducendo la timeline Facebook ha ben pensato di introdurre un’opzione che permette di modificare la privacy solo per i post vecchi.

Anche l’idea di questa nuova visualizzazione non è male, ma resa così è caotica e poco adatta per un social network, sembra più un blog ma Facebook non lo è. A mio parere avrebbero dovuto lasciare una colonna larga per la bacheca e una un po’ più stretta per l’elenco degli amici e attività recenti, una via di mezzo tra prima e ora. La divisione della bacheca in due colonne della stessa larghezza crea un po’ di disordine e confusione. Moltissimi utenti hanno trovato questa nuova visualizzazione molto caotica, e ovviamente molti hanno cominciato a chiedere se si potesse tornare al vecchio profilo poichè quello era meglio. Ma vi ricordate cosa dicevate un anno fa, quando c’è stato l’ultimo aggiornamento dei profili? I commenti erano sempre gli stessi, non volevate il nuovo profilo e chiedevate se era possibile tornare a quello vecchio. Oggi quel profilo vecchio di un anno fa ve lo ricordate a malapena e ora non chiedete di ritornare a quello, ma bensì a quello che è subentrato dopo e che ora ci sta lasciando per lasciare il posto ad un nuovo aggiornamento. E questo vale per ogni aggiornamento.

Morale della favola? Basta abituarsi ;-)

No alla legge bavaglio

0

Posted by yuka88 | Posted in Senza categoria | Posted on 05-10-2011

Ieri sera, come spesso capita, volevo cercare online una spiegazione ulteriore di derivata covariante. Vado su wikipedia e trovo il seguente comunicato:

“Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia”

E viene citato anche l’articolo 27 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

Io ricorderei anche l’articolo 21 della nostra Costituzione:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Stamattina ho letto diversi articoli di diversi quotidiani su questo comunicato lasciato da wikipedia. Sono rimasta esterrefatta dall’articolo de “Il tempo“, a cui risponderei in questa maniera se non ci fosse il limite di caratteri:

“La Treccani è senza dubbio un’enciclopedia validissima, ma mi dispiace informarla del fatto che wikipedia è un’enciclopedia molto più fornita. Inoltre le faccio notare, ciò che lei ha riportato: “Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero”. In sintesi: la Treccani ha un suo costo, wikipedia è gratuito. Io stessa possiedo tantissimi libri ed enciclopedia, ma proprio quella non è mai stata acquistata dalla mia famiglia per il semplice fatto che la consideravano troppo costosa. Nelle mie altre enciclopedie cartacee, altrettanto valide, ma non ho mai potuto trovare informazioni o ulteriori chiarimenti per i miei studi universitari, sulla matematica purtroppo c’è ben poco, giusto i concetti base di matrice, funzione e integrale. A volte i testi universitari sono molto sintetici, ed è difficile riuscire a comprendere un concetto, ed ecco che magari wikipedia può essere un ulteriore aiuto.
Ammetto che si possono trovare degli errori, ma trattandosi di un’enciclopedia libera nel momento in cui qualcuno scrive qualche strafalcione viene subito corretto da altri. E certi ambiti sono talmente specialistici che ovviamente chi ci scrive è uno specialista, quindi è difficile trovare strafalcioni, a me per esempio non ricordo sia mai capitato.
Le fonti sono incerte? E’ possibile che qualcuna lo sia, io le dico solamente che grazie alle fonti trovate su wikipedia ho potuto scrivere una tesina sull’utilizzo della sezione aurea e della successione di Fibonacci in musica. Ed è stato proprio grazie a queste fonti che ho trovato riferimenti su cui basarmi per tale lavoro.
Rispolvererei volentieri la Treccani o una qualsiasi altra enciclopedia cartacea (leggere sulla carta è molto più comodo rispetto ad un monitor) ma purtroppo su esse non si trovano le informazioni che a me servono.”

22? Non mi piace

0

Posted by yuka88 | Posted in Senza categoria | Posted on 28-11-2010

Qualche giorno fa mi è stato detto “certo che sei sempre la stessa, nel senso, non invecchi mai!”. Curioso, in realtà pochi giorni dopo sarebbe stato il mio compleanno :P
Paura di invecchiare? Assolutamente no, mi mantengo giovane io =)
Secondo Piastrelloni dimostro addirittura 17 anni! Finalmente dopo tanti anni mi danno qualche anno in meno!!
Ciao ciao 21 anni, siete stati degli anni molto belli, non me lo sarei aspettata, e soprattutto 21 è un numero molto carino!
La nuova età ha una pecca: il 22 non mi piace!

Rifiutare un milione di dollari: roba da matematici

0

Posted by yuka88 | Posted in Senza categoria | Posted on 27-10-2010

Grigorij Jakovlevič Perel’man è un matematico russo. Già da piccolo mostrò le sue particolari doti per la matematica, e nel 1982, quando era ancora uno studente delle Superiori, vinse addirittura la medaglia d’oro alle olimpiadi della matematica.

Fra i matematici è molto noto sopratutto per essere riuscito a dimostrare uno dei 7 problemi del millennio: la congettura di Poincarè. Il “clay mathematics institute” aveva deciso proprio pochi anni prima di offrire un milione di dollari a chi fosse riuscito a dimostrare tale congettura. Perel’man pubblicò su internet la sua dimostrazione ma, come usano fare sempre i matematici, essa saltava molti passaggi poichè considerati banali. Dopo insistenti domande per chiarire i banali passaggi, che forse tanto banali non erano, Perel’man decise di scrivere dettagliatamente la dimostrazione. Varie equipe di matematici lavorarono per valutare se effettivamente la dimostrazione fosse corretta e non presentasse errori. Così nel 2006 il matematico russo vinse la medaglia Fields (l’equivalente del premio Nobel per i matematici). Medaglia che però Perel’man rifiutò. Così come quest’anno, dopo aver essere terminato il lavoro per verificare la veridicità della dimostrazione della congettura, ha ufficialmente annunciato di rinunciare al premio di un milione di dollari.

Perl’man non è un uomo ricco, attualmente vive con la madre a San Pietroburgo in un mini-appartamento di un palazzo popolare e gira come un barbone. Motivo in più per poter pensare che quest’uomo sia un pazzo. Un pazzo che però io ammiro, non solo per le sue doti matematiche ma per la sua umiltà. Infatti giustifica i suoi rifiuti dicendo :«Per me è del tutto irrilevante. Se la soluzione è quella giusta, non c’è bisogno di alcun altro riconoscimento», e «Non voglio essere uno scienziato da vetrina e troppi soldi in Russia generano solo violenza».

Quest’uomo ha lavorato per trovare un grandissimo risultato non per i soldi, ma per l’umanità. E l’esserci riuscito è per lui la più lauta ricompensa, non ha bisogno di denaro per essere ringraziato. Come può un uomo che economicamente non vive in chissà quale agiatezza non sentire il bisogno di denaro? Evidentemente quest’uomo è felice così, anzi, dalle sue parole si intuisce che se avesse accettato la somma vinta non lo sarebbe stato.

Curioso: viviamo in una società in cui troppo spesso chi è ignorante, o imbroglione, chi in generale non ha fatto nulla di particolare e utile o peggio chi è nullafacente guadagna o vince somme impensabili, poi arriva chi davvero se lo merita e lo rifiuta. La nostra società ci dice “vai al Grande fratello, se stai 3 mesi in una casa buttato tra il letto, il divano e la piscina in vacanza puoi vincere un sacco di soldi!”, oppure “diventa anche tu una velina, dopo ti candidano e guadagni un sacco di soldi!”. Noi come cretini seguiamo questi canoni che ci propongono (o forse sarebbe meglio dire che ci impongono) senza fermarci mai a pensare, a riflettere con la nostra testa. Avere tutto senza fare niente rende felici? I soldi fanno la felicità? I soldi fanno comodo, così come avere qualche pizzico di fortuna nella vita, ma essere orgogliosi dei propri risultati, sorridere per aver raggiunto l’obiettivo prefisso vale molto, molto di più. E gli affetti? Povere 20enni che sposano 60enni miliardari, non saranno mai felici nella vita. Se credi che un cappotto firmato e una piscina possa renderti felice non hai ancora capito niente.

I matematici sono delle persone strane, lo dicono tutti, e in fondo è vero, e quello di Perel’man ne è un esempio. E’ effettivamente un pazzo, ma se vale il viceversa di “se riesci ad essere felice senza soldi sei un pazzo” allora vorrei essere pazza.

Blogging Sites

 
'