Nel paese dei creduloni la scienza scende in campo

7 Giugno 2013

Scienza, Società

Siamo un paese di creduloni, in tutti gli ambiti. A causa dello scarso livello culturale in ambito scientifico, la scienza si è vista completamente “rivisitata”, sostenendo delle tesi semplicemente perché le si pensa, dimenticandosi (o probabilmente non sapendo) che in ambito scientifico una qualsiasi tesi va dimostrata.

Siamo un paese di creduloni, che crede alla prima cosa letta nel web, senza assicurarsi se colui che ha scritto l’articolo non sia un ciarlatano e senza cercare delle VERE fonti. Se volete domani anche voi potrete scrivere sul web che l’acqua fa male, che noi esseri umani in realtà siamo ovipari, che la luna può cadere sulla Terra da un momento all’altro. Non scrivete però che la Terra è piatta, quest’idea l’ha già avuta qualcun altro.

C’è chi crede che i vaccini provochino l’autismo o l’omosessualità, chi crede che il cancro si possa curare con l’urinoterapia, o che le donne hanno le mestruazioni a causa dell’intossicazione dell’organismo (dovremmo essere fruttariane). La classica bufala dell’avvistamento di un ufo ormai è passata di moda. Probabilmente questo è dovuto al fatto che molti scienziati hanno affermato che non possiamo negare l’esistenza di altre forme di vita, anche perché si stanno scoprendo molti pianeti simili alla Terra, già sul nostro cugino Marte sembrerebbe sia esistita l’acqua, quindi molto probabilmente anche qualche forma di vita. La leggenda del mitico disco volante va quindi meno di moda rispetto ai decenni scorsi. Ai prossimi amici complottisti diffusori della teoria del complotto UFO consiglio di trovare qualche alternativa alla solita idea della navicella spaziale stile “disco volante” con il gabbiotto in vetro da cui esce fuori un extraterreste simile ad un rettile.
E come dimenticare tutti coloro che regolano la loro vita in base all’oroscopo, o quelli che regalano migliaia di euro a persone come Vanna Marchi per scacciare il malocchio, o ancora quelli che regalano chissà quanti soldi ai fuffari scrittori di libri per imparare a vincere le scommesse.
Tra le ultime mode sul complotto e la disinformazione ricordiamo alcune assurdità che gli animalari (termine dispregiativo usato per distinguerli dai veri animalisti) ogni giorno cercano di diffondere: la sperimentazione animale è inutile ed esistono metodi alternativi SOSTITUTIVI alla SA, il tutto supportato da tante foto emotive che ritraggono animali con evidenti malattie che spacciano per SA. Qualche volta spunta fuori anche il video di un’autopsia o di un’operazione chirurgica che viene spacciato per crudele vivisezione.

In tutto questo, bisogna però dire che per fortuna ci sono anche persone che si battono contro la disinformazione scientifica. A tal proposito pubblico un bellissimo articolo dal blog http://infiniteforme.wordpress.com/

Qualcosa si muove. Finalmente. C’è una nuova generazione di scienziati in giro, e stanno iniziando a farsi sentire. Qualcuno rimproverava ai ricercatori di non uscire mai dalle loro “torri d’avorio”. Questi sono usciti in strada. Qualcuno rimproverava loro di limitarsi a fare lezioni e non intavolare mai un dialogo. Questi hanno intavolato un dialogo. Sono giovani, non sono esperti di comunicazione o di marketing, non hanno una lira. Eppure stanno facendo qualcosa di fantastico. Sto parlando dei ragazzi e delle ragazze di Pro-test Italia, associazione di recentissima fondazione che si batte concretamente a favore della ricerca scientifica nel nostro paese, creata da un gruppo di giovani ricercatori e studenti.

Finalmente, per la prima volta in Italia, la ricerca è scesa in piazza. Un evento senza precedenti, organizzato per reagire ai vergognosi fatti di Milano e alla disinformazione imperante. Così il primo giugno scorso in piazza Mercanti a Milano tra i 300 e i 400 fra studenti e ricercatori si sono incontrati per parlare e per ascoltare. Dal palco hanno detto la loro ospiti d’eccezione, tra i quali Giuliano Grignaschi, del prestigioso istituto Mario Negri e Tom Holder, del comitato scientifico inglese Speaking of research. Ovviamente si è parlato di sperimentazione animale.

La manifestazione è stata infastidita da un gruppetto di sedicenti animalisti, una ventina di esagitati che hanno tentato di aggredire la gente radunata in piazza, ma vedendosi trattenuti dai carabinieri si sono dovuti limitare ad urlare insulti e frasi fatte. La gente in piazza dal canto suo li ha ignorati. Da un lato è stato istruttivo vedere la differenza tra chi faceva discorsi, argomentava, forniva contenuti, e chi invece si limitava ad urlare; d’altra parte in alcuni momenti faceva un po’ rabbia, ad esempio quando gli esagitati hanno lanciato urla e minacce di vario genere verso Nadia Malavasi, in quel momento sul palco, presidentessa dell’associazione dei talidomidici italiani e talidomidica essa stessa, che ha provato e prova tuttora sulla sua pelle cosa significa non sperimentare sugli animali, e in piazza lo ha raccontato.

Una piccola vittoria gli urlatori l’hanno ottenuta, molti giornali (per fortuna solo quelli italiani, la stampa straniera è stata molto più attenta) hanno parlato di scontri e tensioni con i ricercatori, scontri che in realtà non sono mai avvenuti, e tensioni che erano da una sola parte, quella verso la quale erano girati i carabinieri, mentre alle loro spalle si svolgeva una festa. Ovviamente hanno ottenuto anche una grande sconfitta, quella di squalificarsi, di essere abbandonati (nessuna delle grandi associazioni animaliste era presente) e di dimostrare la loro pochezza.

Dal canto loro i ricercatori hanno ottenuto una grande vittoria: gli animalisti intervistati hanno finalmente smesso di propagandare falsità sul fatto che la ricerca sia inutile e sull’esistenza di metodi alternativi alla sperimentazione animale.

Ho curiosato un po’ tra i siti e le pagine relative a quei movimenti, e a leggere tra le righe si vede che quello che ha dato più fastidio di quella manifestazione è stato il fatto che i presenti non corrispondessero affatto all’immagine del “crudele vivisettore” che viene abitualmente dipinta.

Credit: In Difesa della Sperimentazione Animale. Click for details

Eh già, perché in piazza c’erano volti giovani, gentili e sorridenti, che mal si adattavano agli attacchi di tipo “emozionale” che di solito vengono rivolti alla loro categoria.

Credit: OMg!Science. Click for details.

Certo, l’aspetto tranquillo amichevole e rassicurante di qualcuno non significa nulla, a meno che ovviamente questa non sia la tua principale argomentazione contro di lui.

Ma perché sto spendendo tutto questo spazio a parlare della manifestazione del primo giugno? Sono così fissato con la sperimentazione animale? A dire il vero no, fra parentesi personalmente non la pratico e probabilmente non avrò occasione di praticarla in futuro. Quello su cui voglio mettere l’accento è che finalmente la ricerca ha reagito, e ha reagito nel migliore dei modi. Finalmente abbiamo messo in chiaro che ci siamo anche noi e che non siamo più disposti ad accettare insulti minacce e azioni violente nei nostri confronti. Noi parleremo, così che la gente sappia come stanno realmente le cose e tragga le sue conclusioni.

E proprio per questo sabato prossimo, 8 giugno, in tante città d’Italia si svolgerà l’evento Italia Unita per la Corretta Informazione Scientifica. Dell’evento ho già parlato, si tratta in realtà di tanti eventi: flash mob, fiaccolate, incontri in diverse città d’Italia. Al centro di tutto ci sarà il dialogo sui “temi caldi” della scienza: staminali, OGM, prevedibilità dei terremoti, sperimentazione animale, medicina alternativa, vaccini, eccetera. Insieme cercheremo di capire quali sono i fatti e quali conclusioni ci suggeriscono, magari ne discuteremo.

Io personalmente sabato sarò a Roma, ascolterò e se ne avrò l’occasione parlerò anche, incontrerò vecchie conoscenze e gente nuova. Dopo, vi racconterò com’è andata. Quanto a voi, potete rintracciare su questa pagina l’evento più vicino a voi. Sarà una bella giornata, spero che siate presenti in tanti.

408382_620855867943021_911769246_n

No comments yet.

Leave a Reply