Vuoi firmare contro la “vivisezione”? Prima parlane con questa madre

30 Settembre 2013

Scienza, Società, Web

Sul web esistono numerose petizioni che chiedono l’abolizione della sperimentazione animale, anzi, della “vivisezione”, come si ostinano a chiamarla molti pseudo-animalisti. Invito tutti coloro che l’hanno firmata a rispondere alla lettera di questa madre.

Quella pubblicità passa una, due, tre volTe. La prima mi Toglie il sonno. Alla seconda il silenzio mi ricorda di quello che provo ogni volta che guardo mia figlia e penso il futuro che l’attende. La terza sto già piangendo. Perchè piango? E’ giusto non sperimentare sugli animali…E’ giusto solo finchè non penso che quella raccolta firme potrebbe mandare in fumo la ricerca della cura contro la sindrome di Angelman. Già sperimentano sui topi… Cazzo e che si fa se questa roba va in porto? Mia figlia è condannata definitivamente. Io e chi la ama siamo condannati a vedere una bimba di 30 mesi intrappolata nel corpo di una quarantenne, incapace di esprimersi a parole nonostante le comprenda, incapace di compensare con il linguaggio dei segni inquanto affetta da un disturbo della coordinazione di non poco conto, non imparerà nemmeno a scrivere. E poi il resto.
Forse quella sperimentazione non andrà in porto. Forse il topotecan (già in uso in altri ambiti) non potrà mai svegliare quel maledetto gene dormiente che le impedisce di sviluppare il sistema nervoso come tutti noi.

È facile fare i salvatori di madre natura quando non si è coinvolti.
Smettete di mangiare polli arrosto se non volete che soffrano. Sapete come li allevano? Su quello non raccogliete le firme?
Smettete di comprare mazzi di fiori. Sapete che è dimostrato che le piante provano paura quando una di loro viene recisa?
Firmerò una REGOLAMENTAZIONE sulle sperimentazioni degli animali, non solo perchè ho una figlia che potrebbe avere prospettive migliori, ma anche perchè non sono ipocrita.

Quando la vostra paura di morire non sarà più fine a se stessa, quando sarà paura di lasciare il fuTuro della vostra bimba nelle mani di una casa di riposo per disabili non autosufficienti, capirete perchè ho pianto ascoltando quella pubblicità.

Monica.

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